dico di me

Photo by @pierjam

Sono Veronica, una romana imbruttita a Milano, ma gli amici mi chiamano Very. Ho 40 anni, classe 1980.

(Tu chiamami come te pare)

SCRIVO MOLTO e questo blog ne è la prova

Per questo motivo la sezione DA LEGGERE è quella che aggiorno più di frequente. Nei miei articoli e post trovate me: la mia vita in pillole. Credo di aver avuto una vita abbastanza normale, anche un po’ anonima, ma chi mi conosce bene non la pensa così, mi dice solo che io la rendo normale perché non mi lamento mai. E quindi, pare, che nei miei racconti ognuno ritrovi un pezzetto di sé e un consiglio per affrontarlo.

Figlia di divorziati anni 80, mamma venezuelana e papà romano, ho collezionato più traslochi che calamite sul frigo. Ho due sorelle minori, che adoro e che mi mancano sempre tantissimo. Viviamo lontane da sempre tra l’Italia, il Venezuela e gli stati Uniti, e quasi mai insieme nello stesso momento.

A 16 anni ho capito che star male non vale la pena, e d’allora mi affianco a psicologi e coach per cercare di trovare un senso, e sopratutto un posto, alle mie emozioni.

Brava a scuola, nello sport, con gli amici, con i fidanzati, con gli amanti, nelle faccende di casa, in cucina, nel lavoro, ma non ho mai eccelso in nessuna di esse. Forse, ma non mi risparmio in consigli (solo se richiesti, ovviamente, altrimenti ascolto muta), e spesso mi chiedono consigli, per questo motivo li predo e li scrivo qui, perchè ogni consiglio nasconde sempre un po’ di esperienza, qualche lacrima, qualche bicchiere di vino e delle domande aperte che ci permettono di evolvere.

Personalmente mi definisco una quanto basta, come per il sale in cucina, e ognuno può prenderne quanto vuole, e anche tu.

LEGGO TANTO di informazione e formazione, ma sopratutto di Donne.

Ho iniziato a leggere da piccolissima, con i libri dei cartoni Disney. Mia mamma mi metteva a letto (negli anni 80 la TV aveva degli orari ben prestabiliti per i cartoni e non erano disponibili sempre) e io leggevo prima di addormentarmi. Un giorno leggevo da sola, l’altro mia cugina Marta mi raccontava di Disney World, aprendo la mappa del Parco di Orlando e io lo percorrevo con la fantasia. I miei mi ci portarono all’età di nove anni, pensa quanto avrò scassato la m…. .

Il libro che mi ha segnato però è stato Piccole Donne. Il mio primo castigo serio. Niente Tv, niente telefono, niente uscite. La colpa ovviamente è stato del mio primo amore. Io avevo 12 anni. Nessuno mi capiva, sopratutto nessuno provava a capirmi. Povera piccola adolescente incompresa. Certo.

Quindi con tutto il coraggio che avevo ho lasciato un biglietto sul tavolo per mia madre che diceva: mamma sono scappata, vado da zia Kiki. Prendo il mio primo autobus Caraballeda – Caracas pronta a far valere me, il mio amore e la mia incomprensione.

La corsa dura poco. Mia madre e il compagno pensano bene di non farmi dimenticare per un bel po’ la mia idea di indipendenza, e mi fanno fermare (tecnicamente la corriera!) dalle forze dell’ordine al casello autostradale. I poliziotti salgono sull’autobus e chiedono i documenti a tutti, ovviamente io ero minorenne e mi hanno fatto scendere, perché non accompagnata da un adulto. Se lo stai pensando SI, mi sono cacata sotto. Diciamo che la polizia venezuelana non è tra le più rispettose e democratiche del mondo.

Veronica, Cuor di Leone, scorge la macchina di mamma e vedo il compagno venirmi in contro.

Breve storia triste. La mia fuga è durata circa 15 minuti.

E sì erano furiosi, sì sono rimasta in punizione per due mesi, e sì ho cominciato a leggere. Da allora non mi sono fermata più.

Nel 2009 creo un gruppo di Donne a Roma che si sono incontrate, supportate, sopportate e spronate. Forse non era il momento, non ci abbiamo creduto abbastanza. Ora le donne che supportano le donne sono una realtà. Chissà se non ne sentirete parlare di nuovo.

CUCINO DI Più con tecniche tutte mie e sopratutto per uno.

La nonna paterna è quella che cucina da sempre. A papà piace mangiare bene e mia mamma è chef. Però non nasce chef, ma modella e poi ballerina.

Il giorno che ho capito che avrei amato la cucina per sempre è stato il giorno della mia prima comunione, vivevo ancora a Roma e mia madre organizzo il solito tavolo adulti e tavolo bambini. Aveva chiamato un cuoco che cucinava a domicilio, probabilmente con l’esplosione della vena ortica di mia nonna, che ha preparato un risotto alle fragole. Era solo per il tavolo adulti.

Era la mia festa e non potevo mangiare il risotto alle fragole? Avrei imparato a cucinare da sola. Per me.

La sezione DA CUCINARE è sicuramente da comprendere bene: mi piace mangiare bene. Punto.

Questo non significa salutare, non significa bene e non significa sempre.

Però, le ricette sono provate personalmente, pesate e fotografate da me.

Spesso sono per uno. Spesso bilanciate perché vivo in dieta da una vita. Alcune non si possono fare per uno, ma ti spiegherò come surgelarle. Io ODIO mangiare per due volte di fila la stessa cosa. Tranne le lasagne, la parmigiana e le fettine panate.

Odio quando prendo una ricetta e viene male. Qui non succederà, a meno che non siate incapaci voi in cucina, e li non posso aiutare.

Nella vita lavorativa organizzo eventi.

Non so se sono brava nel mio lavoro perché organizzo la mia vita, o se sono diventata brava ad organizzare la mia vita perché sono brava nel mio lavoro.

Organizzo eventi da sempre, precisamente dal 2002. Istituzionali, produzione, PR, medici, corporate.

Ora sono il direttore di un ufficio a Milano. Non parlo molto del mio lavoro qui, ma forse dovrei, è un lavoro interessante, a volte insopportabile, spesso incredibile. Di sicuro molto divertente, e ti avvicina al mondo, alla sociologia, alla psicologia, all’organizazzione e a tratti alla perfezione più di quanto si creda, nel lavoro stesso e nella vita.

Nella sezione DA FARE, troverai tanti spunti organizzativi, agende, liste to do, tracker, amministrativi, libri. E se vorrai li condividerò con te, di volta in volta.