VentiVentidue – Pieno

La Parabola del Barattolo pieno

Finalmente dopo due anni sono riuscita a riempire quel vuoto. Some way, some how. E posso fieramente confermare che quel vuoto è stato fondamentale per trovare un buon motivo per la fatica immensa che ho fatto per arrivare fino a qui oggi. Un nuovo inzio. Una rinascita. Sarà che i 40 sono sempre un giro di boa (shshshshshhhhhh, gli ultimi due anni non contano all’anagrafe, nella vita quelli più importanti per me, ma quelli del comune mi hanno detto che me li abbonano). Si, esatto, vi sto dicendo che i luoghi comuni, forse, un fondo di verità se lo portano appresso.

E per questo 2022? PIENO. Anche troppo.

Ho messo in fila tutte le cose che volevo fare, tornare a fare, provare a fare. Tutte quelle che non avevo avuto il coraggio di affrontare.

Le persone mi chiedevano, allora Vero come stai? e io, sai? davvero bene. Lo spiazzo. Davvero, davvero bene, ripetevo. Sorridendo, ma loro non potevano vedermi, se non erano su zoom.

Sono tornata a studiare, a leggere tanto, a scrivere di più, ma tutto questo, non quanto avrei voluto. Sono sincera. Avrei potuto fare molto di più. Mi son detta più volte, che il mio lavoro, uno dei più colpiti dalla pandemia è tornato a bomba, ma erano soltanto scuse. 29 articoli sul Blog, 35 post su IG. Male male, mi dicevo. Potevo fare davvero tanto di più. Ma quando? Scuse.

Ho aperto TikTok, ma non so fare i video. CAZZATE. Non ho tempo, CAZZATE. Sono troppo vecchia, CAZZATE.

Però non mi sono mai fermata. Ho acquisito tante di quelle nozioni, informazioni. Quelle mai affrontate, quelle cominciate e quelle mai finite. Il senso di FRUSTRAZIONE è stato immenso, ma non mi sono fermata. Ci sono stati momenti in cui credevo che la testa stesse per esplodere da un momento all’altro per la quantità di emozioni provate e immagazzinate.

Dovevo trovare il modo di fermare questa corsa folle al riempire un vuoto che durava ormai da troppo, e così non andava bene. Non funzionava. E mi sono messa a guardare fissa il muro. Per ore. Frustrazione Bis.

OK a ridosso della fine dell’anno sono andata in Burn Out. Di lavoro, di nozioni, di relazioni, di vita. Si, di vita. Una vita PIENA.

State per dire, Ohi Vero, non mi sembra sia andata così alla grande, o sbaglio? E tutto questo davvero, davvero bene?

Ho capito una cosa importante credo: la differenza fra chiedere, Come stai, e, Come ti senti. La prima normale consuetudine, la seconda quando si sa che una persona sta male di salute. Tipo, ti senti la febbre?

Alla prima si spera sempre un convenevole, tutto sotto controllo, alla seconda mi sento un po’ attappata.

Quindi per tornare alle prime battute, come stai? Davvero bene. Era vero. E’ vero.

Mentre loro pronunciavano come stai? Io mi chiedevo, Vero, come ti senti? E con stupore di tutti a questo punto, rispondevo, DAVVERO BENE. Questo non significa non essere stanchi, non sentirsi sempre al top, non avere solo giornata meravigliose. Anzi. Averle affrontate tutte, significa stare bene davvero.

Ve la ricordate la storia del barattolo pieno, mica pieno, del prof di Filosofia? No?

Allora riassunto flash.

Barattolo vuoto, lui ci infila dei sassi grandi (o forse erano delle palle dal Golf…mmmm…) e chiede, ragazzi il barattolo è pieno? E tutti Siiiii!!

Allora il Prof prende della ghiaia e la versa, che si infila negli spazi vuoti, e difronte allo sgomento degli alunni chiede, Ed ora è pieno? 80/20 siiii! Silenzio.

Allora il Prof prende la sabbia fine e la versa dentro, e tanti granellini vanno a riempire i vuoti. E la platea, Ohhhhhh. Il Prof. ora il barattolo è pieno? Gli irreducibili, ora si! 20/80. Il dubbio si insinua.

Il Prof., mio prossimo santino, prende un bicchiere d’acqua e lo versa dentro, e incredibilmente, l’acqua ha trovato spazio. Un alunno, dall’ultima fila, fa sentire la voce (ndr. si questa sono io che voglio credere che qualcun* cazzo si sia alzato a dire qualcosa…) e dice, Prof. ora è pieno? O dobbiamo ancora infilarci cose… Il Prof. sorride. O forse quel sorriso è il mio.

Pieno. La parola che ho scelto per questo VentiVentidue incredibile.

Il mio barattolo l’ho riempito alla rinfusa. L’ho svuotato più volte, provando un dolore incredibile, ma con la voglia di riempirlo nuovamente. E risvuotarlo. E riempirlo di nuovo. Ogni volta che lo svuotavo, l’acqua scendeva dagli occhi. La sabbia mi si appiccicava alla pelle come quando ti fai il bagno al mare e poi convinta di essere pulitissima ti sdrai sul lettino e lei riappare come dal nulla. Appiccicata come colla. Fastidiosissima. Non te ne liberi più.

Quindi respiri, e aspetti che tutto si asciughi. E si ricomincia. Ho respirato, poi guardato quel muro bianco, e poi ho ripreso in mano tutto di buona lena.

Ora, mentre vi racconto il mio anno, a metà tra, uh che bello! e uh… (Uh rende l’idea), e alla faccia di tutti quelli che esclamano che del resoconto delle persone non gliene frega una cippalippa a nessuno (ma non è vero, sono li in prima fila a gioire per l’infelicità e le difficoltà delle persone, ma essere ironici per le cose sbagliate credano faccia ridere. No. ecco), io spero solo di aver fatto riflettere qualcuno (indipendentemente dalla barricata), e soprattutto, fatto sentire qualcuno meno solo. O strano.

E mentre mi appresto a concludere questi pensieri e questo anno in cui mi sono sentita davvero bene, ho un foglio bianco davanti e classifico:

  1. Pietre Grandi –> i miei Valori
  2. Pietre Piccole (Ghiaia) –> le Passioni
  3. la Sabbia –> le Cose necessarie di tutti i giorni
  4. l’acqua –> le Lacrime

Le lacrime, quelle, ci sono sempre se ci pensate. Nella paura, nel dolore, nelle emozioni, e specialmente nelle risate. Quelle che ti fanno venire i crampi e mancare il respiro.

Quindi dopo un anno pazzo a riempire il mio barattolo vuoto dal 2020, ora so esattamente in che ordine riempirlo. E la cosa più importante è che ho capito come, e con cosa.

Che il Venti Ventitrè sia come quella faccina che ride con le lacrime, che ci piace tanto usare, ma chissà se la usiamo in maniera corretta, quando lo sentiamo davvero.

Ps. In un mondo che si muove alla velocità di uno scroll, mi piace pensare che c’è ancora chi legge, e si prende il suo tempo per farlo.

2023 sto arrivando

3 pensieri riguardo “VentiVentidue – Pieno

  1. Bello!!! Ti posso mandare un po di Sabbia di Miami per il tuo prossimo barattolo!!! O meglio vieni a prendertelo da te!!! Baci… K

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