Ridiamo il giusto valore alle cose belle

Stavo ascoltando le varie notizie di anziani che hanno chiamato le forze dell’ordine per un po’ di compagnia, anche solo per 10 minuti, durante questi giorni di festa.

il mio primo pensiero è stato, ma come gli viene.

Però vi racconto una cosa che mi è successa e che volevo tenere per me, ma invece condivido.

Io il 24 sono andata a comprare delle cose per una cena di vigilia un po’ particolare, ma non volevo farla passare in sordina, quindi mi sono applicata.

Pioveva, come sempre da tanti giorni a Milano.

Quando vado a fare la spesa non porto mai l’ombrello, anche perché poi mi mancherebbe una mano.

O l’ombrello, o la busta.

Una signora anziana stava tornando a casa con il carrellino, quello in stoffa con le ruote, e anche lei non aveva l’ombrello, ma un copricapo che la riparava dalla pioggia. 

Si vede che ha fatto le mie stesse riflessioni. O l’ombrello, o tiro con tutte e due le mani il carrello.

Camminando sul marciapiede la supero e vedo che per terra però, c’era della cacca di cane quindi, mi fermo.

L’aspetto.

Le dò il suo tempo per raggiungermi, e le dico: “signora, stia attenta, che hanno lasciato i bisogni del cane qui in mezzo.”

Lei incredula mi ringrazia.

Immagino da dove venga perplessità.

Dal nostro correre sempre, ed avere la mente così affollata di pensieri che probabilmente saremmo passati sopra alla cacca di cane, senza pensare a lei, la signora col fazzoletto in testa, che con tanta fatica stava cercando di tornare a casa dopo la spesa, nonostante la pioggia.

Quindi come una gincana la guido per superare il manto pezzato un po’ qui un po’ li (perché poi qualcuno la gioia di pestare la merda di cane che porta tanta fortuna, quest’anno già non proprio fortunatissimo, non poteva farselo mancare), ma insieme superiamo le difficoltà.

Allora mi chiede con chi passerò la vigilia e senza darmi il tempo di rispondere (la ringrazierò per sempre per questo), mi dice che lei la sua vigilia l’ha già festeggiata sabato scorso, perché i figli vivono in un comune diverso.

Mi racconta del pesce comprato e l’insalata russa fatta con la maionese fatta in casa.

Mi racconta che i suoi figli sono grandi (ma ci sono sempre eh).

Di lei che non ha la pensione, ma campano con quella del marito, perché lei non ha mai lavorato per stare a casa.

Mi racconta che per lei il Natale non è un giorno, ma stare in famiglia, anche se era un 19 dicembre, di un anno devastante.

Non ha mai abbassato la mascherina, perchè ci tiene alla salute del marito.

Mi ha ringraziato del tempo che le ho dedicato (non lo sapeva che il gelato si stava sciogliendo in una delle due buste, ma il gelato l’ho buttato volentieri) e mi ha proprio detto: “anche se non ci conosciamo, abbiamo parlato un po’.”

Mi chiede scusa per avermi fatto perdere del tempo visto che sicuramente dovevo preparare la cena.

Mi fermo ancora un po’ e le racconto il mio menù, e scorgo nel suo sguardo la faccia schifata di mia nonna quando mi permetto di non fare la pasta con le vongole alla Vigilia e ripiego per delle banali capesante al forno, o proviamo a non fare i cardi o il brodo con il cappone il 25. 😅

Però mi ascolta volentieri.

Niente.

Lacrima, che quest’anno scende facile, e che spero lei non abbia visto.

E ci scambiamo gli auguri di un Buon Natale.

Il senso di colpa mi assale per non aver affrontato una pandemia, e dei giorni di privazione di libertà, per passare il Natale con la mia famiglia a Roma.

Sono rimasta a Milano, da sola.

Niente.

Il signore del bolognese mi ha fatto riaffiorare questa storia, che pensavo di costudire gelosamente per me, ma lui mi ha fatto capire, che queste storie vanno condivise.

Quando vi imbattete in queste persone per strada, mettete da parte i vostri mille pensieri e donate un po’ del vostro tempo.

Fa sicuramente bene a loro, ma a voi, una felicità impagabile.

Molto più del regalo di Natale della Nonna.

La famosa busta, perché tanto tu hai tutto.

Ridiamo il giusto valore alle cose belle.

2 pensieri riguardo “Ridiamo il giusto valore alle cose belle

  1. la gente va sempre di corsa e si muove freneticamente…le persone anziane sono come i bambini che non chiedono grandi cose ma cercano solo attenzione, una parola e per loro sono coccole…

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