5 modi di amare. Io ne ricordo 4. Forse è l’ultimo che mi frega?

Dai ciò che vorresti ricevere.

Più o meno, funziona così.

Vi è capitato mai di dire:
Perché non mi scrive messaggi carini?
Perché non mi fa mai una sorpresa? Che ne so un mazzo di fiori per esempio?
Perché non mi controlla mai l’acqua della macchina?
Perché non mi abbraccia o non mi tiene la mano mentre camminiamo?

Voi: “Eppure è semplice da capire! Io lo faccio sempre! Perché lui non lo capisce”

Invece no ecco. Non è così semplice.

La mia domanda invece è: tu glielo hai mai detto come ti piace essere amata?

Tanto tempo fa, una persona che mi ha accompagnato in un periodo brutto della mia vita, mi spiegò che ci sono 5 modi di amare (o di amore), nel senso di dare o ricevere amore. Normalmente si dà, nel modo in cui uno lo si vorrebbe ricevere.

Lo ammetto, sono 5, ma io ne ricordo solo e sempre 4! Vediamoli.

  1. Le parole.

Ci sono persone per cui le parole sono importanti. I “ti amo”. I “quanto sei carina”. Le lettere infinite dove uno esprime tutto il groviglio di sentimenti che si provano. Ci sono persone che hanno bisogno di esprimerlo e normalmente vorrebbero anche riceverlo in cambio.

  1. Il tatto

Molte volte si esprime l’amore con gli abbracci, con la vicinanza continua, camminare mano nella mano. Il sesso. Non il sesso di chi piace fare sesso, ma quelli che fanno sesso per far pace, per intendersi. Quelli che quando state sul divano a vedere un film ti devono stare appiccicati, o almeno con un dito a contatto. Un po’ come i gatti.

  1. Le azioni.

C’è chi dimostra l’amore facendo cose: cambiando le lampadine, cambiando l’olio della macchina, aggiustando elettrodomestici che non funzionano.  Magari poi puntualmente rompono la lavatrice o ti ritrovi con un buco interspaziale nel muro del salotto. Alcuni ti aiutano nella e con la spesa, ma ti ritrovi una marca da discount al posto della De Cecco. Di questa tipologia per me gli highlander sono quelli che ti portano da Ikea.

  1. I soldi

A chi non piace ricevere regali? Molte persone esprimono il proprio amore facendo regali, costosi o meno. Inviando fiori, comprando gioielli, pagando vacanze.

Pensate che, secondo me, parlando solo razionalmente, le coppie più coerenti sono il classico cliché: lui ricco lei bella. Almeno loro sanno quello che vogliono e gli va bene così.

Alcuni diranno: “ma a me piacciono tutti questi modi di amore!!!”

Vi svelo un segreto.

Non. E’. Vero.

Sicuramente non tutti hanno la stessa importanza.

Io per esempio non amo il tatto. Il troppo tatto mi manda al manicomio: quando invadono continuamente il mio spazio vitale, mi levano il respiro. Questo non significa però che non mi piaccia incrociare le mani con la persona che amo, o i baci, o fare sesso. Il sesso è fondamentale!

Poi s’intromette la fiducia.
Ah, brutta bestia la fiducia.

Perché si possono intromettere settordicimila persone tra te e il tuo lui, ma tu sei sicura che dall’altra parte c’è rispetto.

Una mia cara amica mi faceva riflettere l’altro giorno sul rispetto.

Quand’è che non ci sentiamo rispettate?

Quando sai che le cose non tornano, non sono bugie, ma qualcosa non quadra.
Quando si raccontano le tue cose più intime, forse le tue debolezze più nascoste, e vengono prese alla leggerezza.
Quando il tuo lui, non è sincero.

Perché vi racconto questo?

Perché spesso sento le mie amiche che proprio non se ne capacitano, e sbraitano dicendo: “dovrebbe capirlo da solo! Ma è ovvio! Io non devo chiedere, dovrebbe essere spontaneo!”

Ecco, no.

Vi racconto la volta che per me tutto è cambiato.

C’è una cosa che io adoro infinitamente: la doccia bollente. Estate, autunno, primavera e inverno. Adoro sentire l’acqua bollente scorrere per ore lungo la schiena. Soprattutto dopo una lunga giornata di lavoro e finita tardi. Sti cazzi della cena pronta, la lampadina bruciata o la casa in disordine, io ho bisogno dell’acqua calda.

Niente. Avevo un fidanzato che inspiegabilmente mi spengeva lo scaldabagno. Non lo faceva a posta. Lui era una persona abitudinaria, sapeva quando si sarebbe fatto la doccia e la faceva.

Io che vivo d’istinto, non sapevo mai quando e come. Tuttora non lo so mai. Lui spegneva e accendeva lo scaldabagno e io invece, lo lasciavo sempre acceso.

Per la legge di Murphy puntualmente quando volevo farmi la doccia bollente, lo scaldabagno era spento. In me si scatenavano frustrazione, rabbia, tristezza.

Poi un giorno qualcuno mi disse che certi comportamenti nelle persone sono come la cioccolata: o ti piace o non ti piace.

Ma uno non è migliore dell’altro.

Quando mi sono resa conto che se qualcuno non mi dà amore come lo vorrei ricevere, anche se glielo spiego, io non sono meglio di lui, o lui di me, mi è cambiato tutto.

Bisogna solo capire se si può accettare o meno.

Ma vi assicuro che sapere che l’altra persona ti ama a modo suo, il meglio che può, il massimo che può, ti fa vivere meglio.

Il brutto sta capire se quel “a modo suo” ti basta.

Poi la mia storia è finita comunque, ma non per lo scaldabagno spento.

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