Essere felici o accontentarsi?

Arrivati a una certa età, non ci si affianca a chiunque.
E parlo di età di vita, non anagrafica.

Non si vogliono più salvare le persone.
Non si vogliono più cambiare.
Si vuole solo averle accanto.

I difetti non sono più difetti, sono quelle piccole grandi imperfezioni che ti attraggono tanto.
Sennò non le avresti accanto.
I pregi sono invece quelle caratteristiche che sono affini a te, che ti piacciono e che stimi.
Per questo le hai accanto.

Se le persone che hai accanto non aggiungono qualcosa alla tua vita, di sicuro sottraggono qualcos’altro.

Allora fuori.

Diventa una scelta.

Si è se stessi.
Ci si studia.
Ci si conosce.
Ci si accetta.
Ci si affianca.
Ci si sceglie.

Non si ha più bisogno di dimostrare.
Si è se stessi perché è questo che ha mosso le leggi dell’attrazione.
Non si ha più bisogno di farlo sapere a tutti.
Ma tutti lo sanno comunque.

Non si trovano più scuse, dando la colpa a questioni del passato.
Perché quando il passato chiama, non gli si risponde, perché infondo non ha nulla di nuovo da raccontare che non sia già stato detto.

Non c’è più bisogno di spiegazioni, ma solo di condivisioni.
Non c’è più bisogno di conferme, perché la conferma ce l’hai davanti agli occhi.

Arrivati a una certa età, non ci si affianca a chiunque.

Diventa una scelta.

Siamo la scelta, non l’alternativa.
E per questa scelta si lotta.

Perché a una certa età, si decide di essere felici.
E per quella felicità si lotta.

 

Quella felicità ce l’andiamo a prendere.

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